Identikit formato digitale

A luglio è divenuto operativo il Regolamento eIDAS, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche, che darà vita a un mercato unico digitale.

Fiducia da recuperare
L’obiettivo è rafforzare la fiducia di consumatori, imprese, autorità pubbliche e professionisti negli ambienti online e nelle transazioni elettroniche. A livello comunitario, infatti, la mancanza di fiducia degli operatori, dovuta per lo più a una percepita assenza di certezza giuridica, ha sinora scoraggiato gli utenti dall’effettuare transazioni e dall’adottare nuovi servizi per via elettronica. Per contrastare tale mancanza di fiducia, il Regolamento eIDAS mira a fornire all’Europa una base normativa comune uniforme (per questo si è scelto lo strumento del regolamento invece della direttiva) per realizzare interazioni elettroniche sicure e migliorare l’efficacia dei servizi elettronici pubblici e privati nell’Unione Europea.

Tre ambiti di azione
Al fine di raggiungere i prefissati obiettivi, il Regolamento eIDAS agisce su tre specifici settori:
a) I mezzi di identificazione elettronica delle persone fisiche e giuridiche;
b) I servizi fiduciari, con particolare riferimento alle transazioni elettroniche; e
c) I documenti, le firme, i sigilli, le validazioni temporali e i servizi di recapito certificato elettronici.
Con specifico riferimento all’identità digitale, il Regolamento fissa le condizioni a cui gli Stati membri riconoscono i mezzi di identificazione elettronica delle persone fisiche e giuridiche.

L’Italia è avanti
In Italia ha già visto la luce il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale di cittadini e imprese (Spid), costituito come insieme aperto di soggetti pubblici e privati che gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli strumenti di accesso in rete per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, perché gli stessi possano interagire tra loro.
Con l’applicazione di eIDAS, Spid sarà accettato dagli altri Stati membri dell’Ue e l’applicazione dei due provvedimenti consentirà alle imprese e ai cittadini italiani di realizzare quella interoperabilità tanto auspicata dall’Ue.
Lo sviluppo e la diffusione delle identità digitali potrà rivelarsi già nell’immediato futuro un fattore determinante per favorire l’aumento delle relazioni commerciali di natura finanziaria che siano native digitali, ossia che nascano attraverso strumenti digitali senza bisogno di ulteriori interazioni diverse da quelle derivanti dall’utilizzo di tecniche di comunicazione a distanza.

Novità per i documenti
Il Regolamento eIDAS cerca di dare certezza anche rispetto ad altri servizi fiduciari, tra cui firme e documenti elettronici. Su questi ultimi, l’Italia è uno dei primissimi Paesi dell’Unione ad aver avviato un sostanziale processo di digitalizzazione dei rapporti commerciali, specialmente nel settore finanziario.
La disciplina nazionale, relativa al valore sostanziale e probatorio dei documenti informatici, alle firme elettroniche (avanzata, qualificata e digitale) e ai sistemi di comunicazione a distanza quali la PEC, trova nella disciplina comunitaria un nuovo metro di paragone e di interpretazione.

Focus sulle semplificazioni
La digitalizzazione dei rapporti con la clientela nel campo finanziario permette notevoli semplificazioni operative e un ingente risparmio di costi a partire dal primo contatto con il cliente, nella fase degli adempimenti informativi precontrattuali, nonché nella sottoscrizione dei contratti e nella fase esecutiva del rapporto (mediante la rendicontazione e altre comunicazioni alla clientela).
Il nuovo mercato unico digitale europeo potrà dirsi effettivamente realizzato quando le imprese e gli operatori finanziari potranno beneficiare dei vantaggi introdotti dal Regolamento eIDAS avvalendosi in modo indifferenziato dei servizi fiduciari digitali sempre più di uso comune e alternativi ai supporti tradizionali.

Fabio Coco e Francesco Donadei, avvocati studio Zitiello & Associati