Nuova linfa per Banor

Con la fine dell’anno che si avvicina, è tempo di bilanci e di programmazione per il 2017. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Cagliero, amministratore delegato di Banor Sim, torinese di origine, con famiglia americana, ex Goldman Sachs con Mba ad Harvard.

Quali saranno i filoni di crescita nei prossimi mesi?
Stiamo inserendo nuovi professionisti e contiamo entro il 2017 di allargare il nostro team di altri 20 private banker. Quest’anno siamo cresciuti come squadra e come asset in gestione e la volatilità dei mercati ha premiato le nostre strategie long short che hanno permesso ai nostri clienti di trarre profitto sia quando il mercato saliva sia quando scendeva.

Cosa vi aspettate dai mercati nei prossimi mesi?

I mercati internazionali secondo noi sono valutati più o meno correttamente: ci piacciono molto i titoli bancari Usa, che stanno cominciando solo in queste ultime trimestrali a presentare dei numeri in ripresa. Ci aspettiamo che il settore finanziario americano possa dare ancora significative soddisfazioni nei prossimi mesi. Il contesto in Europa è influenzato da una certa paralisi politica, e dalla scadenza politica in Italia.

Che impatto attendersi dal voto sulle riforme costituzionali?
Il referendum italiano può avere maggiori effetti sul breve sui mercati rispetto alle elezioni presidenziali negli Usa. Il mercato è infatti già posizionato su una vittoria di Hillary Clinton, ma sappiamo che se anche dovesse vincere Trump, non ci saranno grossi stravolgimenti.
La nostra strategia rispetto al referendum è di attesa. Ci siamo ampiamente coperti dal rischio e siamo pronti a prendere posizioni all’indomani dal voto. L’evento è vissuto dagli investitori esteri, in modo esagerato come uno spartiacque. Reputiamo che nel nostro paese ci sia comunque ancora molto valore inespresso. All’interno dello stesso settore finanziario italiano, molto penalizzato nel corso dell’anno, presenta delle storie di investimento in banche solide a valutazioni oggi molto compresse.

Come vede le altre asset class?
Siamo molto prudenti sull’obbligazionario, perché il rendimento dalla liquidità in fin dei conti non è molto diverso da quello che potremmo ottenere da obbligazioni a lunga scandenza, ma ha il vantaggio di lasciare la disponibilità qualora vi fossero opportunità da cogliere sul mercato. Le nostre stime sul dollaro restano abbastanza positive, anche se abbiamo già ottenuto buoni