La finanza sposa l’arte

di Alessia Zorloni

La crescita del mercato dell’arte negli ultimi anni ha provocato un aumento del livello di competitività nel settore. Strategicamente, quindi, è divenuto fondamentale per le case d’asta trovare modalità per differenziarsi e per attrarre le opere migliori.

Il peso della finanza

In questo contesto, le garanzie rappresentano per le case d’asta uno strumento finanziario per rassicurare i collezionisti e incentivarli a vendere le opere d’arte in loro possesso, allontanando i possibili dubbi riconducibili al rischio che il proprio bene rimanga invenduto o che non raggiunga il prezzo di riserva, ossia il prezzo minimo per cui si è disposti a vendere tale bene. La garanzia è l’accordo con cui una casa d’aste si impegna a pagare al venditore uno specifico importo per un determinato bene, a prescindere dall’effettivo risultato della vendita. In caso il valore di garanzia venga superato, il venditore riceve anche una percentuale del surplus generato, che varia a seconda degli accordi presi con la casa d’aste. Le garanzie costituiscono un vantaggio non soltanto per i collezionisti, ma anche per le stesse case d’asta, che si assicurano il consignment di opere importanti. Inoltre, qualora la casa d’aste decidesse di accordare la garanzia richiesta dal venditore, avrebbe la facoltà di assumersi tale rischio in modo diretto o di coinvolgere una terza parte.

 

Le garanzie di terze parti

La garanzia di terze parti è anche definita irrevocable bid, poiché costituisce un’offerta irrevocabile effettuata da un individuo interessato ad acquistare l’opera prima che l’asta abbia luogo. È da notare come, nei mesi che precedono l’asta, esista di fatto un mercato parallelo che stabilisce il prezzo dell’opera ancor prima della sua vendita. Secondo alcune fonti, le case d’asta metterebbero addirittura i garanti in concorrenza tra loro per stabilire l’effettivo valore di garanzia da concedere. Per questo le garanzie rappresentano anche una nuova modalità di partecipare al mercato dell’arte da parte di molti investitori e interessano oggi anche fondi e società finanziarie. È possibile citare l’esempio del gruppo The Fine Art Group di Londra, società specializzata in investimenti in arte. Il fondatore e presidente Philip Hoffman ha affermato che il gruppo gestisce due fondi interamente dedicati alle garanzie, un’area in cui hanno investito negli ultimi cinque anni e in costante crescita.

 

L’esperienza di New York

Le recenti aste di New York hanno, infatti, confermato che lo strumento delle vendite garantite alimenta il mercato dell’arte e viene utilizzato sempre più spesso come meccanismo finanziario speculativo che promette guadagni potenzialmente elevati, simili a quelli di un derivato.  Dall’analisi di ArtTactic emerge che le garanzie sui lotti offerti nelle aste serali di novembre di Post-War & Contemporary di Sotheby’s, Christie’s e Phillips, sono state 87, pari a poco più della metà (52,7%) del totale delle opere offerte, con una crescita rispetto alla stessa sessione di vendite del 2017, quando i lotti garantiti erano 83 (pari al 50,6% del totale). Complessivamente, i lotti garantiti da Sotheby’s, Christie’s e Phillips rappresentavano il 63,2% del valore complessivo delle opere proposte, calcolato sul valore minimo di stima. Nell’ambito delle due aste proposte da Sotheby’s, i lotti garantiti sono stati 34, con un lieve calo rispetto a novembre dello scorso anno, quando i lotti garantiti erano stati 43. In particolare, tutti gli undici lavori della collezione The History of Now: la collezione di David Teiger erano soggetti a garanzia. Christie’s, invece, ha offerto 39 lotti coperti da garanzia nelle due vendite serali, guadagnandosi così la quota più alta di lotti garantiti proposti (58,2%), ma anche la più alta quota di lotti garantiti rispetto al valore minimo di stima delle opere in vendita (65,4%). La vendita di Phillips presentava infine 14 lotti garantiti su un totale di 33, in lieve calo dai 16 di novembre 2017.

 

Top lot non garantito

Guardando ai risultati delle aste, il valore complessivo dei lotti garantiti venduti è stato di $ 562,72 milioni. Nell’ambito delle aste di Christie’s, in particolare, cinque dei lotti garantiti proposti sono andati invenduti, per un valore complessivo di stima minima pari a $ 11,6 milioni. Tuttavia, sono stati registrati cinque record nella Post War & Contemporary Art Evening Sale di Christie’s, tra cui quello di David Hockney con il suo grande dipinto “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” del 1972, venduto per 90,31 milioni di dollari, che ha reso il pittore inglese l’artista vivente più caro al mondo. L’opera rappresenta un caso fuori dall’ordinario non soltanto per l’elevato valore raggiunto, ma anche perché pur essendo un dipinto di grande prestigio, è stato inserito nel catalogo senza garanzia, situazione che si verifica raramente per opere di questo livello.