Una fetta di mercato sempre più corposa, con le quali l’offerta è chiamata a confrontarsi. Si tratta dei millennials, come emerge dall’ultimo Art Market Report di Tefaf, intitolato “Il mecenatismo dell’arte nel XXI secolo”. Se la generazione dei baby boomers preferiva donare ai musei per sentirsi a posto con la coscienza, i nuovi mecenati sono maggiormente preoccupati per l’impatto sociale delle proprie azioni.
Questo significa che spesso a loro non basta vedere riportato il proprio nome sulla parete del museo, ma si aspettano un effetto reale e risultati misurabili, vogliono essere proattivi e coinvolti.
Nel 2019, aggiunge lo studio, i millennials, sono stati coloro che hanno comprato più opere d’arte e hanno speso di più, in media 3 milioni di dollari in due anni, secondo lo studio pubblicato in settimana “The Art Market Report 2020”.