Investimenti, disinvestimenti e numero di mega deal. Il 2021 ha visto raddoppiare (o quasi) i principali indicatori del private equity a livello globale. “Il settore sta vivendo una stagione molto positiva, destinata a durare ancora”, è la premessa di Roberto Fiorello (nella foto), responsabile italiano della practice private equity di Bain & Company.
Lo scorso anno il valore delle operazioni di buyout è cresciuto di oltre il 90% rispetto al 2020, superando quota 1.100 miliardi di dollari, spinto dalla dimensione dei deal, più che dal loro numero. Il valore delle operazioni di buyout batte anche il precedente record del 2006 (804 miliardi di dollari). Per la prima volta, la dimensione media delle operazioni ha superato la soglia di 1 miliardo di dollari, con un incremento del 57% rispetto all’anno precedente, con il numero di operazioni di valore superiore a 1 miliardo che è raddoppiato.
“Nel 2021, l’Italia ha messo a segno una performance brillante, in linea con il trend globale: il valore totale dei deal si è attestato a 30 miliardi di dollari, con un incremento del 75% rispetto al 2020 (17 miliardi)”, aggiunge Fiorello. “Anche la dimensione media delle operazioni è cresciuta significativamente negli ultimi 4 anni, nonostante lo scorso anno si sia contratto il numero di deal. In termini di liquidità disponibile, invece, si sono registrati 12 miliardi di dollari, contro i 15 miliardi dell’anno precedente. In termini di settori merceologici, il numero di deal è distribuito in modo sostanzialmente bilanciato tra i vari settori, con infrastrutture, beni industriali, tecnologia e healthcare che hanno vissuto una stagione particolarmente positiva”, conclude.