Dai prodotti alle soluzioni, l’evoluzione del private banking

Daniele Funaro, partner, e Flavio Rettore, Senior Manager

Bain & Company

 

Il private banking, che ha superato la soglia di oltre 1 trilione di euro solo in Italia nel 2021, rappresenta il 30% della ricchezza delle famiglie: un comparto strategico per l’economia e il Paese.

L’industria sta affrontando un contesto complesso, dovuto allo scenario macroeconomico, alla pressione competitiva in aumento, e ai trend strutturali di cambiamento dei comportamenti degli investitori.

 

Le sfide

Alla luce di queste evoluzioni, le sfide che dovrà fronteggiare il settore sono complesse, ma il settore in Italia si è mostrato capace non solo di superare con successo le crisi, ma anche di cogliere le opportunità emergenti, come confermato dalla crescita delle masse private negli anni a tassi ben superiori a quello del Pil (Cagr medio superiore al 6%).

Per indirizzare con successo il cambiamento riteniamo che la proposizione di valore dell’industria verso la clientela debba evolversi in un approccio che parta dalla piena comprensione dei bisogni del cliente e che garantisca una nuova modalità di interazione, in particolare verso le nuove generazioni di investitori, in termini di comunicazione, modello di ingaggio e strumenti. Infatti, al 2025, la fascia di popolazione giovane – con patrimoni superiori a 1 milione di dollari – sarà composta da 7 milioni di persone solo in Europa.

 

Evoluzione necessaria

Gli operatori del settore dovranno passare da una logica di prodotto a una di “soluzione” con un’offerta sempre più distintiva ed integrata nella consulenza, e che consideri sia asset alternativi che digital assets per migliorare la diversificazione e l’ottimizzazione della funzione di rischio-rendimento.

Proprio gli alternative asset hanno registrato una significativa crescita della raccolta in Europa, anche se il livello di penetrazione sui portafogli private è ancora basso. L’industria può favorirne la diffusione se punta su: modelli di analisi strutturati e di selezione delle case prodotto, logiche di profiling del cliente per incorporate questa nuova asset class, integrazione di questo segmento all’interno dei motori di asset allocation.

Infine i digital asset sono tra i prodotti innovativi che andranno ad arricchire l’offerta commerciale del pb nei prossimi anni in maniera dirompente, posizionandosi come trend di lungo termine. Nei prossimi mesi, gli operatori dovranno determinare il proprio appetito per questi segmenti e quale strategia adottare, analizzare il posizionamento rispetto alla concorrenza, individuare l’approccio per costruire la value proposition per i clienti e le capabilities interne.